Francesco Malaguti – “Odissea 1984”

2020 – Miraloop records

Oggi vi parliamo di un disco molto particolare, forse quello più peculiare tra quelli recensiti fino ad ora.

L’artefice di ciò è Francesco Malaguti, un giovane bolognese (classe 1990), con alle spalle un primo album autoprodotto dal titolo “Parti”, una colonna sonora per uno spettacolo teatrale (“Furore” di Steinbeck) e centinaia di brani inediti, citando la sua biografia, “facenti parte di lunghi concept album che spaziano tra pop, elettronica, musica d’autore, colonne sonore, musica d’ambiente, industrial, rock, techno o IDM, senza porsi alcun paletto o vincolo”.

“Odissea 1984” è il suo primo Ep prodotto da un’etichetta discografica (la Miraloop di Gerolamo Sacco): un concept composto da 4 brani, pieno zeppo di suoni sintetici ma capace di regalare sonorità avvolgenti e rilassanti.

È un album originale e di atmosfera in cui il Nostro sfodera quattro “punte di diamante” alla voce, una per ogni brano, con una netta preponderanza per quelle femminili (tre).

La traccia apripista è “Il vento ci spinge dentro”, cantato da Gliese Imai, scoperta dallo stesso Francesco ed anch’essa bolognese: a noi della redazione è piaciuta molto, non fosse altro per la voce di Gliese che interpreta in maniera molto convincente la doppia parte di narratrice/Ulisse (il concept è liberamente ispirato al capolavoro di Omero) fino a farci credere che l’eroe abbia realmente sbagliato la strada del ritorno verso casa! Degna di nota la lunga coda, nella quale si apprezza anche un particolare assolo di chitarra elettrica.

Il secondo brano, “The word is moving on”, porta al timone Maria Giulia alias Emgy ed il ritmo si fa più movimentato, grazie anche alle tastiere che, tra arpeggi e suoni effettati, creano un’atmosfera molto particolare. Emgy ha una voce molto rilassata che si pone in piacevole contrasto con il ritmo della canzone, aumentandone il livello qualitativo. 

Con “Il silenzio delle sirene” arriva il turno di Susanna, alias Sir Jane e il già citato produttore Gerolamo Sacco che interviene nei cori. Sir Jane si trova a proprio agio nell’atmosfera del pezzo, aiutata anche da una produzione molto raffinata che emerge come un tratto distintivo di tutto l’album. 

La traccia conclusiva “Acheronte” ci presenta Leonardo Bianconi, attore anch’esso facente parte della  scuderia Miraloop, come voce narrante di quello che è il Proemio dell’Odissea in versione ambient. Nella parte centrale ritroviamo altri interessanti assoli di chitarra che rimandano allo stile di David Gilmour, in particolare per la tendenza a ”trascinare” le note, ottenendo un risultato vissuto e di impatto.

Abbiamo notato qualche accostamento con la musica ambient, soprattutto i Tangerine Dream degli anni ’90 e gli inglesi The Orb.

In redazione l’ascolto di questo album ha regalato a tutti una “pace interiore” che ci ha sorpreso . Merito delle 4 voci che si sono rivelate azzeccatissime, merito della produzione che non ha lesinato atmosfere coinvolgenti e, dulcis in fundo, merito di Francesco che ha saputo pennellare con perizia 4 brani che meritano di essere ascoltati.

(tempo di lettura: 2’ 10”)

Antonella says: Questo album mi ha piacevolmente colpita al primo ascolto e dalla prima traccia, in quanto si colloca all’interno di un genere musicale poco battuto e, perciò, poco trito e ritrito. L’artista pare prendere per mano l’ascoltatore e portarlo con sé in un mondo tutto suo, con atmosfere elettroniche ed, al contempo, sognanti. “Acheronte” è forse la traccia che ho preferito, come una narrativa epica musicata nella maniera meno prevedibile eppur molto riuscita.

Francesco says: L’Emilia è una fucina creativa da sempre e con Francesco Malaguti ciò viene confermato alla lettera! Di solito sono molto restio ad ascoltare brani in cui l’elettronica sovrasta o sostituisce la normale strumentazione ma in questo caso il tutto è stato fatto con esperienza, gusto e non nego di aver avuto piacere nel riascoltare molte volte questo Ep. Le parti di chitarra mi sono piaciute moltissimo, così come le voci che hanno saputo rubare la scena al resto senza essere invadenti. “Il vento ci spinge dentro” la mia preferita. Chapeau!

Luke says: Francesco Malaguti ha realizzato un EP di buon livello qualitativo, un lavoro organico e coerente sia nella forma che nella sostanza. Ho apprezzato le sonorità basate sull’uso intensivo dei sintetizzatori, avvolgenti, riposanti, mai banali o noiose, capaci di creare un’atmosfera nella quale l’ascoltatore viene trascinato e cullato. Intelligente l’utilizzo delle voci femminili, tutte con un timbro particolare e ben integrato con la base musicale; anche la parte recitata dall’attore Leonardo Bianconi in “Acheronte” risulta molto evocativa. Il brano che più mi ha convinto è “Il silenzio delle sirene”, che riesce a raffinare quanto già avevo apprezzato nell’apripista “Il vento ci spinge dentro”.

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